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Il complesso archeologico del nuraghe Nolza si trova a circa 8 km a sud del moderno abitato di Meana Sardo, abbarbicato sul rilievo più alto (Cuccuru Nolza) di un altopiano scistoso (Su Pranu), a m 739,60 sul livello del mare.
Il nuraghe complesso di pianta quadrilobata domina, con i 12-13 m di altezza della torre centrale, il circostante agglomerato di capanne che occupa un’area stimata in 2,5 ettari.
Conosciuto già nella prima metà dell’Ottocento per la sua mole imponente: il gesuita Vittorio Angius, nel lontano 1842, descriveva compiutamente le sue strutture lodandone la tecnica costruttiva. Ancora nel 1878 G. Fiorelli effettuò un sopralluogo sul nuraghe descrivendolo anch’egli con accuratezza. Del monumento si interessò nel 1940 e nuovamente nel 1988 il professor Giovanni Lilliu, Accademico dei Lincei, al quale si devono le prime descrizioni scientifiche e i primi rilievi planimetrici del monumento. A partire dal febbraio del 1994 fino all’autunno del 2000, il nuraghe Nolza è stato sottoposto da accurate indagini archeologiche: grazie a queste campagne di scavo sono state liberate le strutture del quadrilobato dai possenti crolli che ne occultavano in parte le murature ma vista la vastità del sito gran parte di questo resta ancora interrato.
Il sito era già frequentato forse con solo un piccolo villaggio di capanne agli inizi del Bronzo Medio isolano, intorno al XVI-XV secolo a. C. L’occupazione del sito proseguì nel XIV secolo a. C. con la costruzione di un nuraghe complesso in scisto locale. La vita del nuraghe continuò fino a quando, intorno al XII secolo a. C. fu compiuto un drastico mutamento nelle sue strutture: le torri sud- sudovest e le rispettive cortine murarie furono smantellate e ricostruite utilizzando nel paramento esterno blocchi di grandi dimensioni in porfido, provenienti da cave distanti circa tre km in linea d’area dal monumento. Questo repentino rifacimento delle strutture del quadrilobato impose notevoli trasformazioni degli ambienti interni e lo spostamento dell’ingresso dalla cortina est a quella ovest.
Gli scavi più recenti hanno messo in luce diversi ambienti interni del monumento: di particolare interesse una scala che permette oggi giorno al visitatore di accedere alla parte superiore del nuraghe e osservare il magnifico panorama che circonda l’area archeologica.
Fra gli importanti reperti ritrovati, ceramiche del Bronzo Medio e oggetti di uso quotidiano fino al Bronzo Finale: ciotole, scodelle, grandi tegami, macinelli in trachite e granito, pestelli ed elementi di falcetto a forma di semiluna in ossidiana; rinvenute pure diverse ossa animali.

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Orari di aperura e biglietti

Periodo estivo
Tutti i giorni: ore 9.00/19.00
Visite guidate dal Martedì alla Domenica

Periodo invernale
Tutti i giorni: ore 9.00/17.00
Visite guidate dal Martedì alla Domenica

Biglietti
Intero: € 2,00
Ridotto (sotto i 12 anni): € 1,00

In prossimità del sito è disponibile un centro informativo e di documentazione.
Recapiti

Tel. e fax: (+39) 0784-64.183
Cellulare: (+39) 329-49.61.166
E-mail: ortuabis@tiscali.it

Società Referente: Soc. Coop. Ortuabis
Veduta del nuraghe
 
L'ingresso del nuraghe
 
Scala interna
 
Scala interna
 
Veduta di Meana Sardo

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