L’Ecomuseo della Montagna
Sarda è un Museo etnografico sui generis, che documenta
la cultura materiale delle comunità di montagna del centro
Sardegna, e in particolare del versante occidentale del Gennargentu.
I contenuti ineriscono essenzialmente al settore ergologico,
con riferimento anche ai processi di acquisizione, trasformazione
e distribuzione nel tempo e nello spazio delle risorse alimentari,
al settore del vestiario tradizionale, nonché al settore
religioso e religioso-magico.
La visita al Museo riveste notevole valore educativo oltrechè
storico e antropologico.
Il criterio espositivo dei reperti per catene operative corredate
da un apparato didascalico e iconografico, consente una fruizione
del museo non più esclusivamente come luogo di conservazione
di oggetti più o meno curiosi del passato ma come spazio
fruitivo dei saperi e dei processi che a quegli oggetti danno
vita, consentendo così di coglierne per intero il loro
valore culturale.
I percorsi Ecomuseali fanno del Museo di Aritzo un museo diffuso.
Di insostituibile valore formativo è l’accesso
a tali percorsi che introducendo a una lettura multiplanare
del territorio, unitamente agli aspetti più propriamente
etnografici e storici esalta conoscenze e sensibilità
di tipo naturalistico e di rispetto ambientale.
Il percorso museale prevede la visita di cinque sale espositive
a partire da quella che documenta l’attività dei
merciai itineranti e delle raccoglitrici di castagne e nocciole,
in cui l’elemento forte è costituito dalla Carapigna.
Segue la sala dedicata a tutto ciò che pertiene al bosco,
alla foresta e alla trasformazione delle loro risorse: al prelievo
di legname, alla carpenteria, alla produzione di carbone, nonché
come settori afferenti, all’arte dell’intaglio del
legno e in particolare delle casse e dei cassoni nuziali, a
quelle del bottaio, del mastro carraio, ecc.
Viene subito dopo il settore del pastoralismo, documentato in
tutti i suoi momenti. In esso è rappresentato l’intero
processo di lavorazione del latte, vi è esposta l’intera
tipologia del campanaccio in tutte le sue sfumature sonore e
in forme e dimensioni diverse, ed è documentata la Transumanza
come viaggio verso spazi altri.
Nella sala successiva è rappresentato come appendice
tutto il complesso della cultura materiale della lana, in tutta
la sua catena operativa, dalla tosatura alle operazioni di cardatura,
filatura, tinteggiatura e tessitura, con esposizione di macchine
tessili, utensili e manufatti vari colorati con essenze vegetali.
Chiude il percorso l’esposizione relativa allo spazio
domestico, con la cucina tradizionale dotata di focolare centrale
con stuoie usate per il giaciglio, da stendere attorno al fuoco.
Qui vi è documentata l’intera catena operativa
della panificazione, della essiccazione e trasformazione delle
castagne, ed è presente una collezione di giocattoli
come momento propedeutico al lavoro.
Seguono ancora come percorsi museali decentrati le prigioni
spagnole di “Sa Bovina” manufatto in pietre e legno
risalente al XVI secolo ubicate nel centro storico dell’agglomerato
urbano, e in ultimo le neviere, manufatti interrati, in pietra
ubicate sulla montagna Funtana Cugnada a circa 1500mt. di quota
raggiungibili attraverso un sentiero percorribile a piedi in
circa due ore.
Per quanto attiene l’attività didattica, personale
qualificato è disponibile ad impartire lezioni propedeutiche
agli studi demo-etno-antropologici e alla museografia della
Sardegna.
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dei musei |
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Orari di aperura
e biglietti
Periodo estivo
Tutti i giorni ore 10.00/13.00
- 16.00/19.00
Lunedì chiuso
Periodo invernale
Tutti i giorni ore 10.00/13.00
- 15.00/18.00
Lunedì chiuso
Biglietti
Intero: € 2,00
Il biglietto comprende
la visita all'Ecomuseo e alle prigioni spagnole
"Sa Bovida". |
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